Casabarone

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio

 

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio deve il suo nome alla consuetudine dei contadini vesuviani di intrecciare, intorno ad uno spago legato a cerchio, i grappoli di pomodorini, le "schiocche", sino a formare un grande grappolo, il "piennolo", che verrà poi appeso in un ambiente asciutto e ventilato. I pomodorini potranno così essere staccati, di volta in volta, dal piennolo per essere consumati nei mesi successivi. Tale tecnica di conservazione si è tramandata fino ai giorni nostri perché consente il consumo di pomodoro "fresco" anche dopo il periodo estivo. Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio ha ottenuto in virtù delle sue straordinarie caratteristiche il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta. Si distingue dagli altri pomodorini per la forma leggermente pruniforme, l'apice appuntito (il cosiddetto"pizzo") e i solchi laterali (coste) che gli conferiscono la particolare forma (da non confondersi con gli ibridi, che hanno il "pizzo" meno accentuato e assenza di coste). Ha una buccia spessa, quasi croccante al morso e una polpa molto soda e compatta con un basso tenore di acqua. Consumato fresco, ha un sapore molto vivace e intenso, risultato di una ottimale concentrazione e combinazione di zuccheri e acidi organici. La coltivazione in asciutto su terreni vulcanici e la buccia particolarmente spessa favoriscono la conservazione "al piennolo", che conferisce al pomodorino un retrogusto leggermente amaro.

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio

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