
In uno degli ambienti più estremi del pianeta, a oltre 3.000 metri di altitudine e con temperature che possono raggiungere i -80°C, si è tenuto un corso di due giorni a distanza, curato dagli istruttori AVPN Gianluca Cigliano e Peter Surace con l’obiettivo di diffondere l’arte della Vera Pizza Napoletana tra gli scienziati della Base Concordia, in Antartide.
Il primo giorno è stato dedicato alla preparazione dell’impasto, mentre il secondo ha visto protagonista la stesura e la cottura della pizza Verace, adattata alle condizioni uniche della base scientifica. Alla formazione hanno partecipato alcuni dei principali membri della missione italo-francese:
Laerte Picano, Cuoco – PNRA
Thomas Pagano, Fisico dell’Atmosfera – UniCT/PNRA
Yves-Marie Lahaie, Medico – IPEV
Simona Grimaldi, Station Leader – UniCT/PNRA
Le lezioni hanno visto anche il coinvolgimento del Prof. Giorgio Budillon, ProRettore alla "Ricerca" e ai "Rapporti Istituzionali" dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope" – Dipartimento di Scienze e Tecnologie, e del Presidente AVPN Antonio Pace.
Portare la Verace Pizza Napoletana in un luogo così remoto non è solo una dimostrazione di quanto sia apprezzata la tradizione partenopea, ma anche un messaggio di condivisione, cultura e calore umano, capace di attraversare i confini geografici e climatici.
Un ringraziamento speciale va alle aziende che hanno reso possibile questa missione straordinaria, fornendo attrezzature e materie prime indispensabili:
Effeuno Forni, GiMetal, Molino Caputo, Molino Spadoni, Molino Dallagiovanna e InPact.
Questa esperienza dimostra ancora una volta che la pizza napoletana non conosce confini: nemmeno quelli dell’Antartide.
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