La Verace Pizza nella storia: Re Nasone e l'Antica Pizzeria Port'Alba

La pizza napoletana come vettore turistico? Non solo è possibile ma è stato molto apprezzato dai turisti l'iniziativa “La Via della Vera Pizza Napoletana” lungo le antiche porte della città di Napoli.

Una visita guidata organizzata dall'Associazione Nazionale Guide Turistiche in collaborazione con l'Associazione Verace Pizza Napoletana in occasione della XXVI Giornata Internazionale della Guida Turistica.

 Il successo era annunciato poiché la pizza non rappresenta solo un piatto tradizionale della cucina napoletana ma l'emblema storico di una ricetta riprodotta, esattamente come 150 anni fa, in maniera artigianale.
Il compito dell'Associazione è da trent'anni di far rispettare quel disciplinare che non accetta compromessi: la ricetta è esattamente quella tramandataci dai primi pizzaioli perfezionata grazie alle ricerche ed agli studi delle  più moderne  tecniche di cottura e di lievitazione che, coniugate  alla selezione continua delle materie prime, consente oggi a tutte i locali associati di produrre sempre pizze di elevato standard.

Grazie alla stretta connessione con la storia, venerdì 20 febbraio si è riunito un folto gruppo di turisti curiosi, oltre che di degustare, di conoscere la storia della pizza, e di Napoli, che parte proprio dalla Pizzeria più longeva della città: l'Antica
Pizzeria Port'Alba la quale apre i battenti nel 1738.
In realtà, in quell'epoca, era un antico forno-laboratorio antesignano delle attuali pizzerie; nel locale infatti si svolgeva un'attività  di preparazione, cottura e distribuzione di pizze che allora somigliavano più a dei pani schiacciati conditi con la sugna che i venditori acquistavano a Port'Alba.
Le pizze calde, appena sfornate, venivano sistemate  nelle stufe da asporto per venderle, piegate in quattro, in giro per la città.

Nel 1830, con la prima generazione dei Luciano, tuttora proprietari dell'attività, Gennaro trasforma quel laboratorio nella prima pizzeria con servizio ai tavoli di marmo dove commercianti e viandanti, che entravano o uscivano dalla città attraverso Port'Alba, la porta del Decumano Maggiore, si fermavano per una sosta o per parlare d'affari.
Da allora la famiglia Luciano ne ha raccolto di aneddoti da raccontare, come le visite di Ferdinando II di Borbone, più famoso come Re Nasone, che frequentava in incognita la pizzeria per tastare il polso e l'umore del suo popolo. "Ma - racconta Gennaro Luciano discendete dell'omonimo antenato -  di storie ce ne sono tante come la sfida tra Ferdinando Russo e Gabriele D'Annunzio che proprio sui tavoli dell'Antica Pizzeria Port'Alba, compose i versi della famosissima canzone "Vucchella" per dimostrare a Russo che era capace anche lui di scrivere "canzonette".

Tra gli altri clienti famosi Moscati e Cardarelli e tantissimi altri". I turisti sono rimasti estasiati da racconti tanto affascinanti che uniscono leggenda, storia, curiosità e tradizione e, proprio a proposito di quest'ultima, tutti i presenti hanno assaggiato lo street food più antico del mondo: la pizza a portafoglio. Il percorso turistico non finisce qui, prosegue verso Porta San Gennaro dove si farà tappa presso altre due pizzerie storiche: Lombardi e Capasso.

Altra sosta altre storie ed altre degustazioni... il seguito alla prossima puntata ....



2015年 2月 26 木曜日


 

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