Associazione Verace Pizza Napoletana
  Traduci Questa pagina in Italiano Translate this page in English  
 

Iscriviti alla nostra newsletter- riceverai informazioni sui nostri eventi e manifestazioni.

Pizza Napoletana In Tour - scopri tutto in un click!

PizzaFest

 

 

 
aCHI SIAMO

PizzaSTORIA DELL'ASSOCIAZIONE

L'IDEA

L’Associazione Verace Pizza Napoletana nasce nel 1984, con il patrocinio della camera di Commercio, Industria ed Artigianato.
I vecchi maestri pizzaioli napoletani, visto il dilagare di grandi catene di fast food della ristorazione, nonché l’enorme diffusione e l’utilizzo talvolta inopportuno della denominazione “vera pizza napoletana” decisero di costituire un’associazione, con tanto di disciplinare e regolamento attuativo, per la difesa e la valorizzazione della pizza, prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni ed usanze napoletane.

Pizza

LA FONDAZIONE

LO STATUTO

LO SVILUPPO

DISCIPLINARE 1997

DISCIPLINARE STG

 

 

 

LA FONDAZIONE

Così nel giugno del 1984, Antonio Pace decise di mettere “nero su bianco”, di scrivere delle regole precise per la preparazione e lavorazione delle pizze “veraci”, avvalendosi per la codificazione delle regole e del disciplinare dell’aiuto e dell’esperienza dei vecchi maestri pizzaioli napoletani; si legge in un’intervista al Corriere della Sera: “Non siamo in lotta con nessuno. Vogliamo solo riaffermare la nostra paternità pluricentenaria. Siamo contro la deformazione culturale e commerciale della nostra pizza e contro l’industrializzazione,  perché non è vera pizza quella pronta all’uso, surgelata che si vende nei supermercati.”.
Presidente e decano dell’associazione è Vincenzo Pace, padre di Antonio, che lavora al forno da quando ne aveva dieci:”Il segreto della pizza sta tutto nella pasta. - dice Don Vincenzo – La ricetta? Non esiste e le dico perché: fin da piccolo ho imparato che la pasta cambia secondo il tempo, se freddo, caldo, secco o scirocco. Per esempio col freddo ci vuole acqua calda e poco sale; col caldo, più sale che trattiene la lievitazione. Sono cose da stabilire la sera, quando si prepara l’impasto. Ci vogliono dieci, dodici ore per una crescenza perfetta…si può standardizzare il processo, me è sicuramente l’esperienza che affina l’arte.”.
Direttore, nonché stimolatore delle iniziative dell’associazione è Antonio Pace, figlio d’arte, affiancato dal responsabile del comitato tecnico, Antonio Aversano, anch’egli titolare di un noto ristorante napoletano, “Don Salvatore”; segretario è Lello Surace di “Mattozzi” a Piazza Carità…insomma un bel gruppo eterogeneo di operatori con la pizza nel sangue.
Inizialmente gli associati erano una ventina, tra cui “Ciro a Santa Brigida”, “Salvatore” alla Riviera di Chiaja, con il maestro Salvatore Jossa, “Don Salvatore” a Mergellina, “Lombardi” a Santa Chiara, “Ciro” al Borgo Marinari, “Il Ragno d’Oro” al Vomero, la pizzeria “Alba di Piazza Immacolata”, “Capasso” alla Porta S. Gennaro, “Cafasso” in Via Giulio Cesare, “Mattozzi” a Piazza Carità… insomma il fior fiore delle pizzerie storiche napoletane… poi pian piano si sono aggiunte tante altre, tra cui “Trianon” in Via Pietro Colletta, “Umberto” di Via Alabardieri, “Cantanapoli” in Via Chiatamone, “Gennaro” a Bagnoli, “La Notizia”, “La Caraffa”, “Gaetano” ad Ischia… nonché centinaia di altre pizzerie ubicate in Italia e nel mondo.

Torna Sopra

LO STATUTO (estratto)

Con il presente atto si conviene e stipula quanto segue:
ARTICOLO 1
E' costituita tra i comparenti una Associazione senza scopo di lucro denominata "VERACE PIZZA NAPOLETANA".
ARTICOLO 4
L'Associazione non ha scopo di lucro.
L'Associazione ha quale scopo la tutela e la promozione della "VERACE PIZZA NAPOLETANA" e, conseguentemente, degli esercizi aderenti all'associazione ed impegnati a fornire un prodotto rispondente alle caratteristiche di lavorazione previste dal disciplinare che regola la produzione della pizza, qui allegato LINK, nonché la difesa della paternità della pizza, anche attraverso ricerche e scritti sulla storia e la tradizione della pizza a Napoli. Per il conseguimento degli scopi suindicati l'Associazione promuoverà ed eserciterà le seguenti azioni:
- gestione di un apposito marchio che caratterizzi gli esercizi della ristorazione in cui è possibile consumare la "VERACE PIZZA NAPOLETANA ARTIGIANALE";
- definizione di una "politica di marchio" intesa a promuovere, diffondere e valorizzare il marchio adottato (campagna di lancio, manifestazione apposite, premi gastronomici, stands pubblicitari, etc.)
- sviluppo delle capacità professionali già esistenti e la creazione di nuove leve di pizzaioli anche con ricorso all'attività formativa mediante corsi specifici;
- ricerca di prodotti alimentari tipici campani.

Per una maggiore operatività nel raggiungimento dei propri scopi ed in particolare per l'organizzazione di particolari eventi legati alla diffusione ed alla tutela della Verce Pizza Napoletana, l'Associazione potrà costituire una o più società di servizi del tipo a responsabilità limitata.

ARTICOLO 5
L'Associazione è retta e disciplinata dallo Statuto approvato dalle parti e sottoscritto di cui è parte integrante il disciplinare che regola la produzione della "VERACE PIZZA NAPOLETANA ARTIGIANALE".
------
E' costituita l'Associazione Culturale denominata "VERACE PIZZA NAPOLETANA" con sede in Napoli alla via dei Mille n 16. Essa può istituire sedi secondarie, filiali e/o sezioni periferiche sia in Italia che all'estero.
L'associazione non ha scopo di lucro.
I soci sono tenuti ad un comportamento sia nelle relazioni interne con gli altri Soci che con i terzi, nonché nell'accettazione delle norme del presente statuto. La durata dell'Associazione è a tempo indeterminato. Possono essere Soci dell'Associazione persone fisiche interessate, italiane o straniere, residenti in Italia di sentimenti o comportamenti democratici, in numero illimitato. Potranno inoltre essere Soci Enti pubblici e privati e/o società aventi finalità e scopi compatibili con quelli dell'Associazione.
Si distinguono i Soci Fondatori, Soci Ordinari, Soci Onorari, Soci Sostenitori, Soci Affiliati.Soci Affiliati: Sono soci affiliati le persone fisiche e giuridiche esercenti l'attività di pizzeria. Per acquisire la qualità di socio affiliato bisogna presentare domanda al Consiglio direttivo ed essere proposto da un socio fondatore o affiliato già iscritto. Sull'ammissione a Socio il Consiglio Direttivo delibera con la maggioranza di almeno due terzi dei componenti. In quanto imprenditori esercenti l'attività di pizzeria devono necessariamente, a pena di decadenza dalla qualifica, rispettare il detto disciplinare di preparazione della VERACE PIZZA NAPOLETANA ARTIGIANALE. L'appartenenza all'Associazione ha carattere libero e volontario ma impegna gli aderenti al rispetto delle risoluzioni prese dai sui Organi rappresentativi, secondo le competenze statuarie. la qualifica di socio può venir meno per i seguenti motivi:
- per dimissioni.
- per decadenza.
- per ritardato pagamento dei contributi.
- con delibera di esclusione dal Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo entro il primo mese di ogni anno sociale provvede alla revisione della lista dei Soci. Il Consiglio Direttivo costituisce L'Albo Pizzaiuoli. Tale Albo la cui appartenenza è a titolo gratuito, è composto da tutti i pizzaiuoli che ne faranno richiesta e che rispetteranno la normativa dettata dal più volte citato Disciplinare.
I componenti dell'Albo Pizzaiuoli sono nominati a cura del Consiglio Direttivo o su disposizione del Presidente per delega da altre organizzazioni o Associazioni.
Il Consiglio Direttivo costituisce l'Albo Maestri Pizzaiuoli composto da coloro che possono dimostrare con atti certi lo svolgimento dell'attività di Pizzaiuolo da almeno dieci anni e con notorio livello qualitativo nella preparazione della pizza e particolare attitudine alla capacità di formazione di nuove leve di pizzaiuoli.
Nell'ambito di tale Albo Maestri Piazzaiuoli potranno essere attribuite onorificenze (forno d'oro e forno d'argento) a coloro che con la propria attività hanno contribuito in modo particolare alla diffusione ed alla affermazione della cultura legata alla storia della pizza napoletana.

Torna Sopra

LO SVILUPPO

Tra le iniziative dell’associazione si ricorda la previsione di corsi di formazione per maestri pizzaioli, la costituzione di un comitato tecnico abilitato ad esaminare le caratteristiche organolettiche e visive dei prodotti, nonché ad esaminare la conformità dei nuovi associati alle regole del disciplinare, la costituzione di un “club amici della pizza”, organo di controllo esterno composto da sostenitori dell’associazione e da consumatori con il compito di vigilare il rispetto dello statuto e delle regole, segnalando al comitato tecnico eventuali trasgressioni, che può comportare l’espulsione dall’associazione.
Così, tra una manifestazione e l’altra, si arriva al 1989, anno in cui si festeggia il centenario della pizza margherita. E’ un fuoco di artificio di convegni, cerimonie, conferenze, quello che illuminerà il centenario della “margherita”. Si rinizia a  parlare di Pizza DOC, ed a febbraio si tiene un convegno all’Hotel Excelsior di Napoli denominato proprio: “Un marchio DOC per la pizza napoletana”.
Si prende sempre più coscienza della necessità di scrivere regole, procedure, per tutelare la qualità e la genuinità del prodotto, veicolo di propaganda dell’Italia e di Napoli nel mondo: “Troppo spesso infatti - afferma Antonio Pace – si spaccia per napoletana una specialità che è pessima. Troppo spesso l’avventore è tratto in inganno; ecco perché proponiamo una legge di regolamentazione.”.
Ma il “centenario” trova la sua massima espressione nel novembre del 1989, quando l’associazione in collaborazione con l’A.p.e.s. organizza un convegno mondiale dei pizzaioli, che si svolge nella Galleria Umberto I, tramutata per l’occasione in una grande pizzeria aperta al pubblico; dibattiti, assemblee, gala, collegamenti tv e pizza gratis ai passanti. Nell’occasione, l’associazione ha aperto una sottoscrizione per il restauro del Cristo ligneo del ‘300 che si trova sull’altare maggiore di Santa Chiara; “Ci sembra questa la maniera più degna per celebrare la nostra festa della pizza: siamo cresciuti non solo come numero di associati, ma anche come sensibilità. Siamo orgogliosi di questa iniziativa” - sostiene il Presidente Pace.
Successivamente l’elezione di Bassolino come Sindaco di Napoli, nel 1993, ha ridato nuovo vigore all’idea di regolamentare la “verace pizza napoletana”, della definizione di un codice per la certificazione di qualità, da rilasciare solo ai pizzaioli che rispettano la tradizione.
Nel novembre del 1995 si tiene un convegno al Castel dell’Ovo di Napoli; durante i lavori, il Sindaco Bassolino crea una commissione di esperti per fissare un “disciplinare per la produzione della pizza”, che passerà al vaglio del comitato scientifico presieduto da Carlo Mangoni, docente di Fisiologia della Nutrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della II Università di Napoli e composto da altri quattro esperti. S’inizia a parlare anche di una Fondazione, costituita dall’Associazione Vera Pizza e dalle Istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione), che partendo dalle regole del “disciplinare”, dovrà promuovere tutte le iniziative tese a tutelare le caratteristiche del tradizionale alimento partenopeo. L’adesione convinta del Comune di Napoli al convegno ed alla costituzione del comitato scientifico ha rappresentato un volano per la codificazione delle regole.
Arriva finalmente il 1997 e precisamente il 1° luglio 1997. Il Sindaco di Napoli e l’Associazione presentano presso l’Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Roma il disciplinare della verace pizza napoletana, redatto dalla commissione di esperti, che poi non è altro che una rielaborazione scientifica fatta dal Professor Mangoni con l’aiuto dell’Associazione nella persona del Presidente, del piccolo disciplinare di autoregolamentazione che i vecchi pizzaioli napoletani si diedero nel lontano 1984. E’ il primo passo burocratico per l’ottenimento del marchio DOC.
Il marchio DOC vero e proprio viene presentato al convegno internazionale del 15 settembre 1997, al Maschio Angioino.
Oltre alla protezione di un piatto locale, la registrazione del marchio ha rappresentato anche una promozione delle aziende alimentari della regione. Infatti è previsto nel disciplinare l’uso esclusivo di prodotti campani: dall’olio extra-vergine d’oliva, alla mozzarella di bufala campana, ai pomodori San Marzano.
Lo sviluppo naturale di tali norme è rappresentato nel 2004 dalla presentazione del Disciplinare S.t.g. “Pizza napoletana” (Specialità tradizionale garantita) che garantirà una tutela europea della pizza napoletana e dell’artigianalità della lavorazione e della produzione della stessa.
Il ministero delle Politiche Agricole ha sposato felicemente la causa ed a promosso il disciplinare presso la Commissione Europea.
Il “pizzafest”, giunto nel 2006 alla sua undicesima edizione rappresenta l’evento più importante di promozione della verace pizza napoletana artigianale e del suo indotto.
L’Associazione Verace Pizza Napoletana adesso guarda al futuro con maggiore ottimismo, e con grande entusiasmo: il solco è tracciato, e bisognerà continuare a percorrere questa lunga strada che porta alla qualità della pizza.

Torna Sopra

Associazione Verace pizza Napoletana
Vietata la copia dei contenuti. | Mappa del sito | Privacy Policy | Webmaster: Emanuele Di Cesare & Francesco Maiorano