Addio a Cacialli, il pizzaiolo di Clinton
Il Mattino 24-11-09 - Luciano Pignataro
Ieri Ernesto Cacialli ha fatto la sua ultima pizza. Poi se ne è andato, per sempre, a soli 60 anni dopo aver combattuto con coraggio e dignità la sua battaglia finale. Lasciando un vuoto nello straordinario mondo dei pizzaioli napoletani la cui leggenda ha contribuito lui stesso a scrivere negli ultimi venti anni come pochi altri. Tutti lo ricordano così: capelli bianchi, magrissimo, Ernesto Cacialli patron e pizzaiolo di un luogo culto in via dei Tribunali, nel cuore di Spaccanapoli, invitava ad accomodarsi non appena ci si affacciava curiosi al bancone della friggitoria. Se accettavi di entrare, in pochi minuti ed eri nelle sue mani, nelle sue e in quelle della sua fantastica squadra. Davanti al forno a legna una catena di montaggio da far invidia alla Fiat degli anni Sessanta: tempo di attesa per una pizza al tavolo cinque minuti, per un crocchè o una zeppola fumante da prendere al volo cinque secondi. E via così, un monumento Ernesto a soli sei anni scappava da scuola e faceva lo «strillone» in una pizzeria di Forcella, per richiamare l´attenzione su paste cresciute servite bollenti nel cartoccio e margherite sfornate e mangiate in piedi, piegate «a libretto». Questa passione per il cibo di strada, genuina e non inquinata fino alla fine, ha fatto sì che Ernesto, a poco più di cinquant´anni, sia riuscito ad aprire un posto tutto suo, dedicato nientepopodimenoché a Clinton. Già, perché ´O presidente è Bill, giovane presidente di belle speranze in giro per i vicoli come un turista agganciato in piazza Gerolomini e trascinato a viva forza dentro la pizzeria nonostante la gragnola di spintoni presi dalle guardie del corpo. Erano i giorni del G7 a Napoli, intensi e ricchi per la città, in cui si viveva con un senso di entusiasmo e di rinascita molto diverso dal momento attuale. Da allora, Cacialli ha fatto ancora tantissima strada. S´è messo in proprio nel Duemila, dopo 37 anni passati alla pizzeria Di Matteo, sino a vantare una clientela trasversale che va da giornalisti, vip televisivi, ma anche chef internazionali come Ferran Adrià e Alain Passard, folgorati sulla via della sua stupefacente pizza fritta. Incredibile sì, questa nuvola leggera che vola nel piatto e si squaglia in bocca cedendo il morbido ripieno di ricotta, salame, provola, cicoli. A due passi dal Duomo, la pizzeria è considerata il regno della margherita e delle sue infinite possibili declinazioni. Un cibo immortale, come tutti quelli che l'hanno reso famoso. Come Ernesto Cacialli. ´O Presidente, in realtà, adesso è lui. © RIPRODUZIONE RISERVATA
martedì 24 novembre 2009

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