Intanto in Giappone impazza la pizza "doc"
Crescono gli affiliati all'Associazione Verace Pizza Napoletana; Di Porzio, Direttore dell'Avpn: "Nessun sequestro di mozzarella nel Sol Levante, ma solo più controlli di routine a garanzia del made in Italy".

Diossina o non diossina, che sia "comunque commestibile" o meno la mozzarella campana, l'appeal della pizza napoletana per di più "doc" nel Sol Levante fila come l'Orient Express. La pizzeria "autenticata" più lontana dalla città d'origine della Margherita è nell'estremo Nord del Giappone, è la "Pizzeria Cervo" nella città di Eniwa sull'isola di Hokkaido, recentemente selezionata quale migliore pizzeria "apprendista" dall'Associazione Verace Pizza Napoletana, che da qualche anno inculca nei pizzaioli del mondo la disciplina della pizza doc, verificando minuziosamente qualità e quantità degli ingredienti e cotture della pizza secondo i rigidi codici del disciplinare partenopeo. Mentre procedono le affiliazioni all'Avpn in Europa, Australia, Cina e Nuova Zelanda (la "Dante's Pizza" di Auckland è la prima) il Giappone rapidamente si piazza in vetta agli associati esteri della Avpn, superando d'un colpo gli Usa pure presenti in gran numero ed interessati da sempre al riconoscimento "doc". Segnali in tal senso ce n'erano da anni. Il primo clamoroso goal del Sol Levante in campo alimentare partenopeo, lo segna nel 2003 al "Pizzafest" di Napoli un giovanissimo pizzaiolo di Osaka che ha imparato i segreti del mestiere da "Gaetano" ad Ischia: Makoto Onischi, 23 anni, spiazza un centinaio di concorrenti soprattutto campani e vince il premio della giuria alla pizza più buona. L'anno dopo i napoletani si rifanno al Campionato mondiale della pizza di Salsomaggiore Terme, dove Franco Russo si aggiudica il premio alla migliore "pizza classica" assieme all'italoamericano George Giove, ma il Giappone si fa onore conquistando il trofeo più spettacolare, quello ai "Campioni del mondo di pizza acrobatica" col team «Hickory» capitanato da Mineta Futoshi. E nel 2006 è di nuovo Makoto Onischi, in gara per la pizzeria del napoletano Salvatore Cuomo, a trionfare al Pizzafest napoletano. Cuomo ha poi ben pensato di allargare l'esercizio alla Cina ed al Giappone. Dove si è appena conclusa con "grandissimo riscontro e soddisfazione" la visita del direttore tecnico dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, Gaetano Fazio, a sette pizzerie candidate all'affiliazione. Armato di buona volontà e di schede di valutazione il "Maestro" Gaetano ha esaminato, accompagnato dai delegati orientali dell'Avpn, Nishikawa e Watanabe, uno dopo l'altro, tutti gli aspiranti associati. "Una volta modificati i pochi elementi non conformi al nostro disciplinare della pizza doc, tutte le pizzerie potranno finalmente entrare a far parte dell'associazione - spiega Fazio -. Sono rimasto ancora una volta favorevolmente impressionato dalla passione dei giapponesi per la pizza napoletana e per le tecniche di produzione. In un periodo di grande difficoltà di immagine per la Campania dovuta alle emergenze ambientali e alimentari, la verace pizza napoletana e l'associazione che la rappresenta nel mondo ribadiscono il proprio appeal in particolare nel territorio del Sol Levante". Le 7 pizzerie selezionate si aggiungeranno alle 22 già affiliate, con gran successo, insomma, dell'iniziativa avviata a colpo sicuro appena qualche anno fa dal direttore dell'Avpn e tra i papà del disciplinare della pizza "doc", Massimo Di Porzio, ultimo rampollo della dinastia dell'Antica Pizzeria Umberto. "E' sorprendente come si sia sviluppato in Giappone l'interesse per la pizza "doc" - dice Massimo -. Sapevamo che hanno da sempre il culto del made in Italy, in Giappone c'è un altissimo livello di ristorazione col maggior numero di esercizi stellati dalla Michelin ed ora anche la pizza, massima espressione del made in Italy, ha un ruolo molto importante. Certo ce lo aspettavamo, sono anni che pizzaioli giapponesi lavorano in Campania per apprendere tutto sulla pizza". Dopo aver spostato la bandierina della Margherita, naturalmente simbolo dell'Avpn, nell'estremo Nord del Paese con la "Cervo" di Hokkaido, Fazio, a Tokyo, ha anche diretto un seminario di aggiornamento e formazione per i pizzaioli già affiliati. Il nuovo appuntamento è a fine maggio, quando una delegazione del direttivo dell'Avpn tornerà alla Camera di Commercio di Tokyo per la rituale consegna delle tabelle a dei diplomi ai nuovi affiliati. Di prima mano, infine, c'è anche "un chiarimento necessario" sul presunto blocco della mozzarella di bufala campana Dop in Giappone. Fazio conferma che "l'Ambasciata italiana a Tokyo ha chiarito che sono assolutamente da escludere provvedimenti di sequestro della mozzarella da parte delle autorità sanitarie nipponiche, bensì si è verificata solo un'intensificazione dei controlli e delle analisi di routine a garanzia dei consumatori e del made in Italy".
Luca Marconi
lunedì 31 marzo 2008

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